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Le Marche ritenute dai servizi segreti una regione “a rischio” di infiltrazioni di Al Quaeda. Interrogazione di Castelli a Spacca.

Secondo quanto riferito da un importante quotidiano nazionale, i servizi segreti italiani ritengono che le Marche siano una regione ad alto rischio per quel che concerne le infiltrazioni terroristiche islamiche. Il SISDE, in particolare, ha evidenziato come “la Moschea di Fermo si sta accreditando come realtà di riferimento per i seguaci” del movimento Al-Adl-wal-Ihsan (Giustizia e carità). Un sodalizio che, insieme all’Unione dei Musulmani in Italia, “sta cercando di acquisire nuove sedi e affiliati con una attività di proselitismo diretta principalmente dalle frange marocchine”. Anche la Moschea di Porto Recanati è sotto la lente dei servizi. Soprattutto per il radicamento che vi ha trovato il Movimento pakistano “Tablgh Eddawa Ilallah” che pare abbia promosso una campagna di autofinanziamento di dubbia origine. Queste notizie e gli ultimi accadimenti che hanno visto protagonista l’Imam di Perugia, impongono un innalzamento del “livello di attenzione” da parte degli organismi competenti. Per quanto riguarda la Regione reputo necessario un impegno specifico dell’Osservatorio sulla Legalità e sulla Sicurezza istituito a Palazzo Raffaello. Lo scopo di questo organismo, istituito con legge regionale, e’, in effetti, quello di monitorare la regione per studiare e prevenire tutto ciò che può menomare la sicurezza delle Marche. In questo senso ho presentato un’interrogazione regionale a Spacca per conoscere le iniziative che intende assumere a seguito del preoccupante allarme lanciato  dal Sisde.

M.O.: FINI, PAROLE D’ALEMA GRAVISSIME PRODI DICA SE E’ LINEA GOVERNO

Roma, 17 lug – “Le parole di D’Alema sono gravissime e irresponsabili. E’ evidente che Hamas è una organizzazione politica che come tale raccoglie vasto consenso popolare, ma è incontestabile che non ha mai ripudiato il terrorismo come strumento di lotta. Lo ha praticato e lo pratica tuttora e si rifiuta di riconoscere lo Stato di Israele. Ed è per questo ragioni che l’Unione europea ha inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Prodi ha il dovere di dire con chiarezza se le affermazioni di D’Alema sono condivise e sono la linea del Governo”. E’ quanto dichiara il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini. (Fonte : Ufficio Stampa Alleanza nazionale)

Prodi consegna le pensioni ai comunisti

Prodi si arrende ai comunisti e prepara la riforma delle pensioni accontentando le richieste della sinistra estrema: dal 2008 si smetterà di lavorare a 58 anni, poi entrerà in vigore il «coefficiente 96». Per trovare i soldi per abolire lo scalone verranno tassati gli autonomi. Ma la Bonino e si dimette: «Così voto no». Il premier tenta di rabbonirla: «Ci servi, resta».

E’ scomparso Mario Benvenga

E’ scomparso nella notte scorsa il Commendator Mario Benvenga, già Consigliere Regionale e noto personaggio della politica e dello sport del Piceno. Eletto nella circoscrizione di Ascoli Piceno, era stato per molti anni manager a Parigi del gruppo editoriale Del Duca e aveva seguito personalmente il lancio di molte testate in Francia e in Italia. Rientrato in Italia, era stato eletto Consigliere Regionale delle Marche nella legislatura 1985-1990 per il Movimento Sociale Italiano e successivamente aveva aderito ad Alleanza Nazionale. Originario di Montedinove, da molti anni viveva a San Benedetto del Tronto. Il Coordinatore Regionale di Alleanza Nazionale, On. Carlo Ciccioli, il Capogruppo di An alla Regione Marche, Fabio Pistarelli, i Consiglieri Regionali, Guido Castelli, Franca Romagnoli, Daniele Silvetti e Giancarlo D’Anna partecipano al dolore della famiglia e della comunità umana di cui Mario Benvenga ha sempre fatto parte.

FINI: “IL GOVERNO STA PER CADERE. SI VOTERA’ A MARZO 2008″

Il leader di An al Resto del Carlino: “Prevedo un esecutivo elettorale guidato da Amato”.

La crisi di governo è «ormai in vista». Tanto da potere ipotizzare «il voto già nel 2008, senza alcun governo di larghe intese». E la Cdl candiderà «Silvio Berlusconi, che ha saputo tenere unita la coalizione». Ieri, la giornata bolognese di Gianfranco Fini, leader di An, prevedeva una tappa nella sede del nostro giornale. Dopo un incontro con Andrea Riffeser Monti, vicepresidente e amministratore delegato della Poligrafici editoriale, l’ex vicepremier ha risposto alle domande di Giancarlo Mazzuca, direttore del Qn e del Resto del Carlino, e di Pier Luigi Visci, condirettore del Carlino.
Presidente Fini, la crisi di governo è inevitabile?
«Direi che è in vista. Credo si possa parlare di elezioni nel 2008».
C’è chi invoca un governo di larghe intese.
«Non ce n’è bisogno. Serve un governo che porta al voto».
Un Prodi bis?
«No. Mi pare più logico pensare a una persona come Giuliano Amato».
E con quali tempi?
«Se la crisi si apre in autunno, dopo l’investitura di Walter Veltroni a leader del Partito democratico, ci sono i tempi tecnici, ipotizzando tre mesi di ordinaria amministrazione, per votare a febbraio-marzo 2008».
Si voterebbe con questa legge elettorale.
«Ci sarebbe tempo per apportare un correttivo necessario: prevedere il premio di maggioranza anche al Senato assegnato su scala nazionale e non regionale».
Prima o poi, però, le regole dovranno cambiare.
«Io ho firmato per il referendum e invito a farlo. Serve una legge bipolare che tagli l’erba sotto i piedi ai partiti che oggi hanno un potere di interdizione con l’uno per cento».
Perché firmare?
«Per mettere il Parlamento nella condizione obbligata di fare una legge che semplifica: 23 partiti sono troppi. E se il Parlamento non ce la farà, ci penseranno gli italiani».
Prodi inciamperà sullo scalone?
«I temi che possono innescare la crisi sono tanti, dalla politica estera alle pensioni, alla finanziaria. E’ solo questione di tempo».
Il colpo di grazia lo darà Rifondazione, come nel ’99?
«Non credo che la crisi sarà determinata dalla sinistra radicale, ma dal centro dell’Unione».
Può spiegare?
«Primo: la storia non si ripete quasi mai. Secondo: la sinistra radicale ha già fortemente impresso la sua impronta all’azione del governo Prodi. Ora può accettare qualche compromesso. La crisi scoppierà quando diranno basta quanti, nell’ultimo anno, sono stati pallidi fantasmi della cui esistenza si comincia a dubitare».
I nomi.
«Penso a due che sono rimasti fuori dal Partito democratico: Lamberto Dini e Clemente Mastella. D’altronde, Dini è stato chiarissimo: voto no a questa legge sulle pensioni. Se le parole hanno un senso…».
La Cdl è pronta per nuove elezioni? Chi sfiderà Veltroni?
«Silvio Berlusconi. E’ il leader del maggiore partito della coalizione, l’ha tenuta unita. Per quale motivo dovremmo pensare a un altro da contrapporre a Veltroni?».
Temete il ‘fascino’ del sindaco di Roma?
«Beh, Veltroni è in politica da tanti anni, nel 1996 era già vicepremier di Prodi, ma verrà presentato come l’innovatore, come una specie di uomo della Provvidenza per il centrosinistra. Ce la metterà tutta per fare dimenticare la delusione di Prodi. Anche grazie a forti appoggi mediatici. Di questo dobbiamo essere coscienti».
Ci riuscirà?
«Intanto lo attende subito un sentiero tortuoso: garantire continuità al governo e, quasi ogni giorno, smarcarsi dall’esecutivo. Ma il punto è un altro: Veltroni sa che se gli italiani capiscono che il problema non è il direttore d’orchestra, ma sono gli orchestrali, le sue chance sono azzerate».
Il problema, cioè, è la coalizione?
«Non c’è dubbio che Veltroni dovrà tenere insieme una coalizione che ha anime contrapposte».
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, suo alleato, non esclude «possibili ragionamenti» con il centrosinistra se Veltroni saprà fare a meno dell’ala radicale.
«Che Veltroni, in cuor suo, abbia opinioni molto diverse da alcuni suoi alleati è fuori dubbio. Ma che si liberi dai condizionamenti della sinistra radicale è da vedere».
Se lo facesse, e poi strizzasse l’occhio all’Udc?
«Se lo fa, certifica l’impossibilità del Pd di governare. Anche se qualcuno del centrodestra fosse pronto a dare il proprio contributo. Non dimentichiamo che la legge elettorale obbliga i partiti a fare alleanze prima del voto. Il Pd si alleerà con la sinistra radicale. E a quel punto, per i moderati del centrodestra il dialogo sarà impossibile».
Veltroni lascerà la poltrona di sindaco di Roma?
«Disse che avrebbe fatto il sindaco a tempo pieno. Da leader del Pd e candidato premier, non potrà più farlo. Penso che terrà fede all’impegno preso e si dimetterà».
A quel punto si voterà.
«E la Cdl calerà un asso, una personalità con chance concrete di vincere».
Si parla di lei.
«In un mazzo di carte di assi ce ne sono quattro. E non è detto che sia io».
A Bologna, per il 2009, si parla di una voglia di rivincita di Giorgio Guazzaloca. Che ne pensa?
«Guazzaloca ha la mia piena adesione. Ma è essenziale che si pronunci in tempi brevi. Metta le carte sul tavolo in modo che si possa costruire sin da ora, e me lo auguro, una candidatura sul suo nome. Oppure si possa trovare per tempo un candidato idoneo. Sarebbe un danno se arrivassimo a ridosso del voto senza un’alternativa».
Un anno dopo avere lasciato il ministero degli Esteri, come vede la situazione delle nostre truppe in Afganistan?
«Restano le perplessità. Non sulla missione, ma sui limiti (di mezzi e di regole di ingaggio) che non ci mettono in condizione di garantire al cento per cento la sicurezza dei nostri militari».

Fonte : Resto del Carlino del 10 luglio 2007

“Un piano sanitario voluminoso come elenco telefonico di Chicago ma che inserisce nella programmazione finanziaria 51 milioni di euro relativi ai ticket che non esistono più”

di Guido Castelli, relatore di minoranza del piano sanitario regionale 2007-2010

Dopo due giorni di audizioni sul piano sanitario, nella mia veste di relatore di minoranza posso già dire che la principale perplessità sul documento non deriva tanto dalla sua mole (tanto simile, peraltro, a quella dell’elenco telefonico di Chicago). Il limite maggiore dell’elaborato riguarda piuttosto la prospettiva eccessivamente ampia, di lungo periodo, che ne domina la stesura. Siamo di fronte a una proposta che dice moltissimo del passato (in virtù di un profluvio di tabelle che, di fatto, documentano il fallimento dell’ultimo triennio sanitario) e moltissimo del futuro più lontano. Ma che paradossalmente si dimostra reticente proprio in riferimento alle cose da fare nel triennio cioè rispetto alla programmazione concreta che compete specificamente al provvedimento. Tutto quello che riguarda la gestione concreta e immediata del servizio sanitario regionale viene rimandato alle decisioni di cabine di regia che verranno istituite dopo l’approvazione del piano. Quando cioè le “fastidiose liturgie” imposte dalla democrazia saranno state definitivamente espletate. Magari senza troppe clamori. Un piano insomma con cui la Giunta chiede “mani libere” destrutturando il processo di formazione tradizionale dei piani sanitari.

In un simile contesto si affaccia, a luci intermittenti, l’area vasta. Vera e propria araba fenice che prende sembianze diverse a seconda del contesto in cui viene promossa. Secondo i minimalisti del piano, dovrebbe rappresentare un mero ambito di collaborazione interzonale. Per i detrattori dell’ ASUR  costituisce, al contrario, il primo passo verso la restaurazione della ASL, almeno provinciali. Chi vivrà vedrà. Intanto grande assente del nuovo piano sanitario rimane la questione economica. Al recupero del deficit sono dedicate appena 6 paginette sulle 1700 totali. Non c’è che dire. Se poi si considera che tra le misure di rientro più qualificanti sono inseriti ben 51 milioni che la regione attende di incassare “dai nuovi ticket introdotti dalla finanziaria”  capiamo con quanta leggerezza è stata considerata la materia. A Mezzolani e Ruta, infatti, deve essere sfuggito che quei ticket sono stati (fortunatamente) cancellati più di un mese fa…Una distrazione piccola piccola.

Inchiesta sulle false infermiere dell’ Est europeo

Guido Castelli *

“La notizia delle indagini condotte dai NAS sulle false infermiere russe e bulgare che un agenzia di servizi avrebbe fornito ad una serie di case di riposo e di strutture residenziali dell’area sambenedettese impone un immediato intervento della Regione”. Questo il commento rilasciato da Guido Castelli, consigliere regionale di Alleanza Nazionale, dopo aver appreso delle indagini condotte dalla Procure di Ascoli e Fermo a carico di un’agenzia di Grottammare che avrebbe fornito personale privo della necessaria professionalità ad alcune case di riposo della riviera sud delle Marche. Castelli in particolare ricorda le denunce di cui si era reso protagonista già l’anno scorso e punta l’indice sulla inadeguatezza con la Regione esercita le proprie funzioni di vigilanza e controllo sui meccanismi di reclutamento del personale in forza alle case di riposo.

“Il fenomeno delle false infermiere provenienti dall’EST” – ha dichiarato Castelli – ” che vengono utilizzate per il “sostegno” a disabili, anziani e non autosufficienti in genere è solo la punta di un iceberg. Troppo spesso infatti le cooperative assegnatarie dei servizi danno luogo a veri e propri fenomeni di sfruttamento del personale imponendo stipendi e orari di lavoro ampiamente inferiori ai livelli della contrattazione collettiva. Parecchi dipendenti o soci cooperatori, pur di lavorare, si vedono costretti ad accettare questo stato di cose ma ritengo profondamente ingiusta l’inerzia regionale verso queste esecrabili circostanze.”

“In questo senso ho presentato”- ha aggiunto Castelli – “una specifica interrogazione con la quale ho chiesto di avviare una specifica inchiesta amministrativa sul fenomeno degli addetti in forza alle strutture residenziali, semiresidenziali e diurne convenzionate e/o accreditate con la Regione. Qualora la Giunta regionale non dovesse accedere alla richiesta, proporrò la costituzione di una commissione di inchiesta consiliare che svolga la medesima attività conoscitiva.” “Nel frattempo ho ottenuto l’iscrizione all’ordine del giorno della seduta del consiglio regionale (convocata per il 10 luglio prossimo) di una mia interrogazione con cui, gia’ lo scorso 10 marzo 2006 (più di un anno fa !!) – denunciavo il fenomeno dell’arruolamento di ragazze provenienti dall’EST europeo da parte della cooperativa sociale che assicura i servizi alla Fondazione Contessa Pelagallo di Grottrammare. Una struttura che annovera tra i propri ospiti sia pazienti provenienti dai CRAS ( ex manicomi) che anziani non autosufficienti.”

“Auspico che le inchieste della Magistratura consentano di fare luce su queste tristi pagine della nostra Regione. Tristi non solo per i fenomeni di sfruttamento della manodopera ma anche e soprattutto per la scarsa qualità dell’assistenza fornita ai malcapitati ( disabili, anziani e malati psichici) affidati alle cure di persone prive della dovuta professionalità”.

* consigliere regionale AN

“Propaganda da 100 mila euro”

“Costi della politica? In Provincia aumentano!!!
In questi periodi non si fa altro che parlare del “presunto” distacco della gente dalla politica, discussione animata soprattutto dalla sinistra per cercare di trovare una giustificazione e mascherare la “ribellione” di popolo verso il proprio governo. Nell’ambito della discussione si parla anche della riduzione dei costi della politica, numerose le dichiarazioni in tal senso anche di importanti responsabili provinciali della sinistra. La Destra è perfettamente d’accordo su questo principio virtuoso e lo abbiamo testimoniato più volte con i fatti, emblematico in tal senso il caso in cui in Consiglio Provinciale, lo scorso febbraio e non dieci anni fa, si aumentavano smisuratamente i fondi a disposizione dei gruppi (aggravio di circa 74 mila euro a pieno regime per il contribuente) e le indennità di funzione con il solo voto contrario di Alleanza Nazionale. Siamo contenti comunque di questa svolta della sinistra ma purtroppo per loro siamo sempre e solo alle solite buone intenzioni perchè i fatti vanno in tutt’altro senso. Mi spiego nell’analisi delle variazioni di bilancio in Provincia ci sono state due cifre che fanno riflettere e anche molto. L’Amministrazione provinciale utilizzerà, infatti, per il 2007 circa 100 mila euro per il capitolo “comunicazione istituzionale” che altro non vuole essere che utilizzo di denaro pubblico in grandi proporzioni per la propaganda in giornali, giornalini, tg televisivi di Rossi e compagni. Altro che riduzione dei costi della politica!!!. E poi per il 2007 si spenderanno anche 160 mila euro per il funzionamento dei gruppi provinciali. In che cosa vengano utilizzati questi soldi nessuno riesce bene a capirlo ma forse potrebbero spiegarcelo i Ds che sono stati gli artefici lo scorso febbraio dell’aumento dei fondi a disposizione, che per il prossimo anno aumenteranno di altri 74 mila euro, rispetto alle cifre sopraccitate.
Questi i fatti, approvati con variazioni in aumento dalla maggioranza in Provincia il 29 Maggio 2007 e quindi già in piene dichiarazioni di buona volontà sulla riduzione dei costi della politica da parte della sinistra picena. A questo punto è necessario fare un appello al massimo dirigente provinciale dei Ds Gionni così impegnato nelle dichiarazioni di intenti: faccia ridurre questi costi dalla sua maggioranza in Provincia e così dalle parole si passerà finalmente ai fatti. Saremo ben lieti di dare il nostro fattivo contributo…e sicuramente non a parole”.

Massimiliano Brugni – consigliere provinciale An

Caso Corradetti: Castelli “chiarezza sulle assunzioni ARS”

Guido Castelli (AN): “la punta di iceberg. In un giorno l’ARS ha affidato incarichi per 654.000 euro. Un incarico ASUR anche al capogruppo DS di Ascoli”

La denuncia di Cristina Corradetti sulla gestione politica delle assunzioni impone, in particolare che si faccia chiarezza sulle politiche di reclutamento della regione ed in particolare dell’Agenzia Sanitaria. Un “carrozzone” o poco più che il Consiglio Regionale, in base alla legge all’art. 3, comma 2, della legge 35/05, aveva stabilito fosse azzerato per giungere – d’intesa con altre Regioni – ad una agenzia unica interregionale. Al contrario, e con buona pace dei propositi di contenimento della spesa propalati dalla giunta marchigiana, a due anni di distanza l’Agenzia non solo è viva e vegeta. Ma prospera e si ramifica: lo scorso 13 marzo infatti la Giunta Regionale ha aumentato di ben 734.172,00 euro il budget dell’ARS rispetto allo stanziamento previsto dalla legge n. 3 del 23 febbraio 2007 di approvazione del bilancio 2007. Ed è cosi che nel breve volgere di 20 giorni le somme a disposizione per l’agenzia sono passate da 2.065.000 euro a 2.800.000 euro. Ma non è finita qui. Il 5 aprile 2007 la Giunta assesta due colpi micidiali alle casse della regione: prima attribuisce a due professionisti esterni ( il dott. Aletti Paolo ed all’Ing. Mario Stucchi) altrettanti incarichi di direzione nell’ambito dell’Agenzia Sanitaria per un costo stimato nel 2007 (9 mensilità + tredicesima) pari a 200.000 euro (DGR 286/07). Poi autorizza il Direttore dell’ARS ha stipulare altri otto ulteriori contratti di collaborazione esterna per un costo totale, per il solo 2007, di 454.000 euro (DGR 287/07). Insomma nel giro di un giorno è stato bruciato un miliardo e trecentomilioni di vecchie lire in incarichi professionali. Niente male per un ente che doveva essere soppresso. Ovviamente gli otto consulenti (che per il momento nono sono noti) dovranno essere rigorosamente individuati su base fiduciaria e cioè “sulla base di selezione non comparativa”. Ma questo è un dettaglio che non ci stupisce. Ma le sorprese, o meglio le conferme circa le gravi interferenze tra politica e sanità, non si fermano all’ARS e coinvolgono anche l’ASUR. E’ del 18 aprile scorso la stipula di un contratto a tempo determinato da parte dell’ASUR in favore di Nazzareno Firmani, capogruppo DS al Comune di Ascoli Piceno, già assessore ai servizi sociali nel periodo 1995-1999. Si occuperà per i prossimi tre anni del supporto aziendale in materia di integrazione socio-sanitaria e coordinerà le relative attività. Conosco e stimo Nazzareno Firmani ma mi chiedo: Fino a quando si vorrà perpetuare questa orrenda commistione tra politica e salute che tanti danni ha arrecato alla nostra organizzazione sanitaria ?

Guido Castelli – Consigliere Regionale AN

Petizione per il reintegro del Generale Roberto Speciale

La rimozione del Generale della guardia di Finanza Roberto Speciale, costituisce una grave atto di prevaricazione del Governo di Romano Prodi. Un generale che tutti considerano degno della più alta fiducia per la sua onorabilità di servitore della patria, viene rimosso dopo che e’ emerso che non aveva accettato di sottoporsi a un ordine che tendeva a impedire ai vertici della guardia di finanza di indagare senza condizionamenti su loschi intrallazzi bancari. Chiediamo il ritiro immediato dell’ordine di avvicendamento del Comandante della Guardia di Finanza e il reintegro del Generale Roberto Speciale

firma anche tu la petizione on line

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